Pubblicato da: d14n3 su: Gennaio 27, 2009
Ok, è palese. Questo blog è la mia bacinella da vomito.
E’ il posto pubblico dove stranarro del piccolo uomo, di tutte le angosce che mi comporta il relazionarmi con lui, la mia piccola strategia terapeutica per placare quello stato semi ansiogeno che questa frequentazione mi procura.
Nonostante non sia nemmeno lontanamente somigliante dal mio tipo ideale di maschio. Problema della sera: non si è fatto sentire. Ho aspettato che mi telefonasse MA non l’ha fatto. Ci siamo scambiati due righe di mail oggi dove si è limitato a rispondere a pochi interrogativi di circostanza.
Gelo, freddezza, distacco. Abbastanza tipico. Da lui.
Non so se il silenzio telefonico sia l’espressione di una chiusura definitiva nei miei confronti o cos’altro, non ne aveva voglia di sentirmi, evidentemente. Io lo trovo fastidioso quasi; la sua negazione, la sua assenza ma contemporaneamente la sua esistenza. E’ quasi repellente il piccolo uomo ma comunque le sue attenzioni se vengono a mancare bruciano.
E adesso sono quì che ci penso. Ho forse bisogno di un mantra, di meditazione, devo liberarmi l’anima da questa presenza o riempirmi l’anima per questa assenza.
Come un insetto, una zanzara in una notte d’estate. Ti molesta, non ti fa dormire ma appena smetti di sentire il fastidioso verso ti chiedi dove cazzo sia andata a finire quella bestiaccia succhia sangue. Non arriva fino a questo punto, non mi toglie nulla di vitale. Anzi, mi addiziona di nervosismo, interrogativi con poco senso e mi fa scaturire sempre nuove domande riguardanti il genere umano maschile.
E’ un’attrazione repellente quella che ho per lui. Vorrei distruggerlo ma al contempo che pendesse dalle mie labbra. Vorrei conquistarlo e lui sfugge, non si esprime, non si fa capire. Totalmente su un altro pianeta. Il suo. Mi ustiona con il suo carattere da checca isterica, mi infastidisce il suo modo di vivere, il suo atteggiamento da larva primordiale ma quando sento che non mi vede ha il potere di urtarmi i nervi e di farmi spendere tempo inutile a pensarlo e a chiedermi PERCHE’.
Lui mi osserva e tace, mi studia, mi indaga, giudica, mi corrode piano piano ma mai si svela. E io voglio arrivare a vedere chi è, vorrei poter sapere che male gli han fatto le persone o la vita stessa, vorrei addolcirlo almeno un po’ perchè in definitiva, nonostante mi dichiari cinica e disillusa la vita non dovrebbe essere quello schifo tremendo che lui vede intorno.
Schivo piccolouomo, perso in un mondo che non esiste, piccolo fascio di nervi cattivello e maligno, poche volte tenero, io vorrei riuscire a farti vedere un po’ di bello. Nonostante il nostro precariato, nonostante il nostro evidente tempo determinato. Nonostante tutto domani mi farò sentire. Verso sera, sul tardi e vedremo, ascolterò, testerò. Proviamo.