mille anni dopo

Mille anni dopo mi ritrovo in un altro mio letto, in una mia altra casa che condivido con una ragazza bionda semisconosciuta. E’ carina, simpatica e socievole. Del Sud, mestiere quasi il mio, abitudini e passatempi.. diversi.

Sono ancora a letto  e con evidenti pruriti da scrivana. Ergo, scrivi lettera con carta e penna all’amica importante ma lontana, dille tutto tutto con soavità delle cose del tuo attuale presente, chiedi busta, chiudi busta, lecca e spedisci. Quello ancora non lo posso fare perchè vincolata al letto e coccolata dal piumone. Attendo visita che forse non verrà se ci saranno ancora i miei alle prese con il mobile ikea stretto da montare, non sia mai la dovessero incontrare. A me però piacerebbe; che cosa direbbero loro due nel rincontrarti, osservare nel dettaglio le mimiche facciali,  il tuo atteggiamento nei loro confronti, il mio imbarazzo misto divertimento per la situazione molto

Don’t ask, don’t tell

nessuno comunque avrebbe domandato e nessuna comunque avrebbe detto; così spero che i tempi coincidano e che tu possa entrare liberamente senza temere di fare certi incontri. Sarebbe stata curiosità e non sadismo..

Due libri in attesa sul copriletto: uno a metà di Chuck Palaniuck e l’atro nuovo di Jeanette Winterson. Bene. Mi sento bene, l’omuncolo in questione dei post di anni fa ( dal mesozoico al novecento) è stato sciolto in acido e prosciolto da ogni sua colpa di (r)esistere. A quanto ne so è sempre uguale, con le sue croci e le sue pene e io con nuovi percorsi. Un’altra me delle mille e cinquecento che mi hanno vissuto.

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